Appunti per l’innovazione nella Pubblica Amministrazione: CumDivide et impera

Scrivo un piccolo promemoria, ad uso personale, ma forse utile anche ad altri operatori della Pubblica amministrazione circa alcune mie considerazioni sul tema "Innovazione nella Pubblica Amministrazione" alla base delle quali pongo un concetto di cui sono stato da sempre forte sostenitore, quello della condivisione delle informazioni. Vorrei sottolineare che la forma è volutamente sintetica. Mi riservo di approfondire in seguito ogni singolo aspetto dato che molti dei seguenti punti vanno analizzati con meticolosa attenzione e andranno presentati con la redazione di schede tecniche, riferimenti normativi, grafici e slide.

Scrivo un piccolo promemoria, ad uso personale, ma forse utile anche ad altri operatori della Pubblica amministrazione circa alcune mie considerazioni sul tema “Innovazione nella Pubblica Amministrazione” alla base delle quali pongo un concetto di cui sono stato da sempre forte sostenitore, quello della condivisione delle informazioni. Vorrei sottolineare che la forma è volutamente sintetica. Mi riservo di approfondire in seguito ogni singolo aspetto dato che molti dei seguenti punti vanno analizzati con meticolosa attenzione e andranno presentati con la redazione di schede tecniche, riferimenti normativi, grafici e slide.

Connettività
Ridondare la connettività utilizzando almeno due diversi fornitori e, possibilmente, due mezzi trasmissivi diversi. Uno dei requisiti è il supporto di BGP4+ con vista completa di IPv4 e IPv6 e altri dettagliati parametri di SLA (Service Level Agreement) che potranno essere alla base di un bando pubblico di gara (come ad esempio la presenza nel sistema pubblico di connettività di almeno uno dei fornitori così da avere la possibilità di una presenza anche su quella rete).

RIPE NCC
Iscrizione a RIPE NCC per avere la possibilità di richiedere risorse come: autonomous system (ottenere un numero di sistema autonomo a 32 bit), PA space (richiedere uno degli ultimi slot di indirizzamento IPv4, richiedere uno spazio di indirizzamento IPv6 /32).

Cloud
Usufruire delle tremende potenzialità della tecnologia cloud per: protezione delle risorse esposte a Internet attraverso uso di reverse proxy (contro Dos e DDos, SQL Injection, Xss, Owasp, WAF ecc.) come Incapsula o Cloudflare. Da valutare anche la funzionalità CDN. Iniziare un graduale sfruttamento del sistema cloud appoggiandoci sopra alcune applicazioni (da analizzare puntualmente). Un quadro più completo della sfruttabilità del cloud potrà essere tratteggiato una volta chiarita la compatibilità a livello normativo del trattamento dei dati fatto dalle altre nazioni e, a livello contrattuale, dal fornitore del servizio. Rispettare quanto indicato da DigitPA nel documento “Raccomandazioni Cloud e PA – 1.7” e dal Garante privacy nel documento “Cloud computing – indicazioni per l’utilizzo consapevole dei servizi” e nel documento “Cloud computing – Proteggere i dati per non cadere delle nuvole“.

Comunicazione, produttività, collaborazione
La decisione è strategica e coinvolge molto più del reparto ICT di un ente e permetterebbe di salire sul treno di uno standard de facto (ovviamente finché dura).
Esamino Google apps for government:

  • per comunicazione e collaboration si intende: mail (gmail), social (google+), instant (google talk), conferenze video (hangouts), liste di distribuzione (groups), e-learning (video);
  • per produttività si intende: word processor, foglio di calcolo, presentazione, drawings (docs), repository per condivisione (google drive), calendar, immagini, foto.

La direzione è quella di consolidare, decentrare, ridondare, aumentare la qualità del servizio, in altre parole traghettare l’ente verso un vero sistema innovativo. Il requisito essenziale è la ridondanza e la capacità della connettività dell’ente.
Pubbliche amministrazioni che hanno già sperimentato Google apps:
Camera di commercio di Ferrara
Comune di Firenze
Università di Siena
Università IUAV di Venezia
Università di Parma
Università di Torino
Università La Sapienza di Roma
Comune di Ferrara
Comune di Imola
Comune di Cesena

IPv6
Adeguare l’infrastruttura ICT dell’ente per supportare il dual stack (internamente) ed erogare servizi anche in IPv6 (esternamente). Certificazione in IPv6 Forum sia delle risorse web, sia del sistema autonomo.

Trasparenza
Esposizione dei grafici aggregati relativi allo stato della rete, al consumo di banda e allo stato generale dei sistemi. Schede riepilogative dei principali dati identificativi ICT dell’ente.

Social network
Esposizione di tutte le news del reparto ICT su Twitter e Facebook. Laddove non venga già fatto vanno esposte tutte le news dei singoli settori o autonomamente o attraverso l’URP.

WiFi
Adeguamento dei collegamenti con le sedi remote attraverso l’utilizzo di sistemi wifi ridondati secondo lo standard 802.11n o altra tecnologia basata su MIMO come airFiber di Ubiquiti (grazie a Mauro Cecchi per la segnalazione).

VoIP
Estensione dell’infrastruttura telefonica verso la tecnologia voice over IP che permette di selezionare più fornitori contemporaneamente per il transito, in uscita, delle chiamate secondo diversi criteri: convenienza, qualità, backup ecc.
Il sistema può essere integrato con voice mail, fax to email, email to fax, mail to sms. (Requisito è la connettività)

Ricerca e sviluppo
Partecipazione alle principali iniziative di ricerca e sviluppo nell’ambito delle reti e dei sistemi informatici.

Monitoraggio web
Monitoraggio (attraverso ad esempio Google Analytics) dell’accesso di tutte le risorse esposte al pubblico con conseguente puntuale analisi e report.

Supporto alla community
Appoggiare o assecondare uno o più progetti nell’ambito dell’opensource, ad esempio mirroring di alcuni progetti o erogazione di servizi all’associazione cittadina di promozione del software libero

Formazione
Erogazione di incontri formativi rivolti alla cittadinanza sulle procedure di interazione con l’ente in conformità a quanto sancito nel CAD – Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 agli articoli 8 e 9:

Articolo 8.
Alfabetizzazione informatica dei cittadini.
1. Lo Stato promuove iniziative volte a favorire l’alfabetizzazione informatica dei cittadini con particolare riguardo alle categorie a rischio di esclusione, anche al fine di favorire l’utilizzo dei servizi telematici delle pubbliche amministrazioni.

Articolo 9.
Partecipazione democratica elettronica.
1. Le pubbliche amministrazioni favoriscono ogni forma di uso delle nuove tecnologie per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini, anche residenti all’estero, al processo democratico e per facilitare l’esercizio dei diritti politici e civili sia individuali che collettivi

Erogazione di regolari e programmati incontri formativi rivolti alle risorse umane dell’ente, così come sancito dall’articolo 13 del Codice dell’amministrazione digitale:

Articolo 13.
Formazione informatica dei dipendenti pubblici.
1. Le pubbliche amministrazioni nella predisposizione dei piani di cui all’articolo 7-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , e nell’àmbito delle risorse finanziarie previste dai piani medesimi, attuano anche politiche di formazione del personale finalizzate alla conoscenza e all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Disaster recovery
Definizione di una rete intercomunale per la mutua gestione dei requisiti del disaster recovery così come stabilito nel CAD all’articolo 50bis:

Articolo 50-bis .
Continuità operativa.
1. In relazione ai nuovi scenari di rischio, alla crescente complessità dell’attività istituzionale caratterizzata da un intenso utilizzo della tecnologia dell’informazione, le pubbliche amministrazioni predispongono i piani di emergenza in grado di assicurare la continuità delle operazioni indispensabili per il servizio e il ritorno alla normale operatività.
2. Il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione assicura l’omogeneità delle soluzioni di continuità operativa definite dalle diverse Amministrazioni e ne informa con cadenza almeno annuale il Parlamento.
3. A tali fini, le pubbliche amministrazioni definiscono:
a) il piano di continuità operativa, che fissa gli obiettivi e i principi da perseguire, descrive le procedure per la gestione della continuità operativa, anche affidate a soggetti esterni. Il piano tiene conto delle potenziali criticità relative a risorse umane, strutturali, tecnologiche e contiene idonee misure preventive. Le amministrazioni pubbliche verificano la funzionalità del piano di continuità operativa con cadenza biennale;
b) il piano di disaster recovery, che costituisce parte integrante di quello di continuità operativa di cui alla lettera a) e stabilisce le misure tecniche e organizzative per garantire il funzionamento dei centri di elaborazione dati e delle procedure informatiche rilevanti in siti alternativi a quelli di produzione. DigitPA, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, definisce le linee guida per le soluzioni tecniche idonee a garantire la salvaguardia dei dati e delle applicazioni informatiche, verifica annualmente il costante aggiornamento dei piani di disaster recovery delle amministrazioni interessate e ne informa annualmente il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.
4. I piani di cui al comma 3 sono adottati da ciascuna amministrazione sulla base di appositi e dettagliati studi di fattibilità tecnica; su tali studi è obbligatoriamente acquisito il parere di DigitPA .

Smart City e Open data
Due argomenti che si accoppiano.

Quella delle cosiddette “Smart cities” è un’iniziativa promossa dall’Unione Europea nell’ambito del SET-Plan, strumento che definisce la politica nel settore delle tecnologie per l’energia.

“Il SET-Plan traccia il quadro logico entro cui sviluppare le azioni per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2020, ma il suo orizzonte temporale è esteso fino al 2050, data entro cui il piano si propone di ridurre le emissioni di gas serra fino ad un massimo del 90%, sviluppando nuove metodologie e nuove tecnologie per la produzione e l’uso di energia a basse emissioni di CO2. All’interno del SET-Plan, l’iniziativa “Smart Cities” si pone l’obiettivo strategico di migliorare la qualità della vita degli abitanti delle aree urbane, attivando investimenti per incrementare l’efficienza energetica delle città. L’iniziativa mira a ridurre del 40% entro il 2020 le emissioni di CO2 delle città europee. Grazie a “Smart Cities” l’Unione Europea intende coinvolgere in progetti pilota fino a 25 città/aree metropolitane, impegnando risorse per circa 12 miliardi di Euro per finanziare azioni ed interventi nei settori delle Costruzioni di edifici ad alta efficienza energetica, nelle Reti energetiche (riscaldamento/raffrescamento, elettricità) e nella mobilità sostenibile” [da http://www.barismartcity.it/]

“Una città smart è uno spazio urbano, ben diretto da una politica lungimirante, che affronta la sfida che la globalizzazione e la crisi economica pongono in termini di competitività e di sviluppo sostenibile con un’attenzione particolare alla coesione sociale, alla diffusione e disponibilità della conoscenza, alla creatività, alla libertà e mobilità effettivamente fruibile, alla qualità dell’ambiente naturale e culturale.” [C.M. Sismondi – ForumPA, 2010].

Rilasciare dunque dati aperti secondo la licenza Italian Open Data License v1.0. Esempio importante è http://dati.piemonte.it/.

Creative Commons License
Appunti per l’innovazione nella Pubblica Amministrazione: CumDivide et impera by Antonio Prado is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International

2 comments

  1. Grande Antonio!
    Se non ti conoscessi penserei ad una dichiarazione programmatica pre-elettorale..
    Invece conoscendoti, ti chiedo solo di farci partecipi degli obiettivi che ti permetteranno di raggiungere..

    flower

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